Tu le hai ancora? Dimmi di si, ti prego!

album-in-fine-artDurante gli ultimi anni, quelli in cui vivo di fotografia per intenderci, il mio mondo si è rivoluzionato, ho studiato tanto e imparato molte cose, la maggior parte delle quali non c’entrano nulla con la “foto o la luce perfetta”, che sono di “contorno”alla mia professione ma che, pensa te, occupano l’80% del mio tempo.

Il premio per l’aspetto che più mi ha creato problemi va sicuramente alla creazione del listino. Ah il listino! Bestia nera credo di qualunque professionista che offra servizi non così facilmente prezzabili e per i quali stabilire il corretto prezzo non è affatto semplice.

 

 

In questo articolo oggi voglio spiegarti meglio per quale motivo nel mio è quasi sempre presente un album stampato.

Ti anticipo subito che non è una questione economica, la gestione di un album per il fotografo è infatti molto scomoda perché:

  • Porta via molto tempo. Impaginazione, scelta dei dettagli con il cliente, gestione ordini e consegna.
  • In tutte queste fasi è possibile compiere un errore, e indovina a chi rimane sul groppone il tuo album? 🙂
  • Alza i prezzi. E’ ovvio, rispetto ad un listino esclusivamente digitale il cliente deve sostenere il costo della stampa e rilegatura dell’album.
  • Alza il fatturato. Questo aspetto è spesso trascurato, ma per chi, per motivi di inquadramento fiscale ha limiti di fatturato, a fine anno gli album rappresentano una bella fetta che per di più non è stata fonte di guadagno per il fotografo, se non in parte.

A fronte di quanto scritto sopra tuttavia se dai un’occhiata al mio listino ti accorgi che l’album è presente in quasi tutte le soluzioni che offro, e i motivi sono più di uno. Vediamoli.

 

E’ avveniristico

Non perché sia un prodotto nuovo, ma perché copre esigenze che avrai anche in futuro. Il tuo servizio fotografico va visto come un investimento a lungo termine e non per pubblicare due foto su Facebook il giorno dopo. E’ un lavoro che dovrai consegnare ai tuoi figli per mostrargli come eravate nel passato.

E’ sicuro

In quest’ottica la chiavetta digitale non è certo la scelta più intelligente perché è un supporto facilmente deteriorabile, senza contare che tra vent’ anni la porta USB sarà un ricordo sfumato come per noi lo è il Walkman e le vecchie musicassette, puoi immaginare (ammesso che tu la abbia ancora) cosa te ne potrai fare della chiavetta?

Covering Up
Ti para le chiappe insomma.

Sparo, in ordine casuale tutte le frasi che ho sentito in questi anni circa la perdita dati:

  • Oddio, mio marito non è tanto pratico con il computer e non so cosa abbia fatto, ma le tue foto non ci sono più! Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • Credevo di averle salvate in ufficio ma proprio non trovo più quella cartella, mia moglie mi ucciderà…Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • Guarda…sono entrati i ladri in casa mia e mi hanno rubato il portatile con anni di foto, persino quelle del matrimonio…sono disperata. Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • Non capisco…fino a ieri la chiavetta funzionava..adesso mi dice “memoria disco corrotta, si prega di formattare il supporto”. Hai idea di cosa sia successo? Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • E niente…la tempesta dell’altro ieri mi ha bruciato l’hard disk esterno che avevo comprato apposta, irrecuperabile. Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • Il cane passando si è impigliato nel filo di alimentazione del mio Hard Disk facendolo cadere, adesso fa un rumore strano e non riesco ad accedervi. Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!
  • Tu le hai ancora? Dimmi di si ti prego!

 

files digitali

 

Vabbè, mi piace vincere facile, ora lo sai.

Faccio notare che tutto quanto scritto sopra non è frutto di fantasia quanto di esperienze vissute e di fatti accaduti realmente nella mia breve carriera di fotografo.

Però aspetta, non ho finito, ho un sassolino nella scarpa che mi devo togliere da un paio di anni.

Il top sono i papà che mi dicono”oh ma stai tranquillo che io non le perdo di sicuro” con aria divertita quasi a leggere nei loro occhi “ma per chi mi hai preso, ingenuo?” E spiegare loro che ci sono AZIENDE con centinaia di dipendenti che perdono i propri dati pare non avere un effetto immediato sul loro modo di pensare salvo poi scoprire che di quelle foto, dopo qualche mese, non ne è rimasta nemmeno una…peccato non sapere di preciso a quale delle casistiche riportate qui sopra possa dire grazie.

Ma alla fine ragazzi, il mio mestiere non è convincervi a tutti i costi che il modo migliore che avete di custodire i vostri ricordi è di uscire dalla digitalizzazione, il mio compito da professionista è quello di mettervi a conoscenza dei rischi che vi prendete nel non farlo, e di lasciare a voi la scelta definitiva.

Sai perché spesso l’album è visto come un prodotto noioso? Perché viene associato a quello di matrimonio che, storicamente, nessuno si caga mai più di tanto e viene ritenuto, nel tempo, una spesa che si poteva evitare. Non me ne vogliano i miei colleghi matrimonialisti, io ovviamente non sono d’accordo con questa visione ma è innegabile che l’album di matrimonio non venga sfogliato così spesso da farne percepire il reale valore.

Beh, io ti posso assicurare che l’album di tuo figlio lo consumerai a forza di guardarlo, lo guarderai tu e lo farai guardare a forza ad amici e parenti perché li dentro ci sono le immagini del tuo bambino, e nulla varrà di più al mondo per te.

Sia chiaro, l’album non è l’unico prodotto al mondo in grado di offrirti tutto questo, in genere qualunque prodotto stampato, se di qualità, svolge le stesse funzioni dell’album. Diciamo che per quello che si fa nel mio studio è il contenitore più comodo e pratico e per questo motivo è diventato il punto di forza dei miei pacchetti e ti assicuro nessuno mi ha mai detto di essersi pentito di averlo portato a casa.

 

Io spero vivamente di essermi spiegato come si deve e averti fatto capire che cosa davvero significa acquistare un servizio fotografico per il tuo bambino e quale dovrebbe essere l’approccio corretto. Comprendo comunque che a volte ci siano limiti di budget che ci fanno preferire alcune strade piuttosto di altre e non è mio compito giudicare le tue scelte, ho solamente voluto darti qualche strumento utile per valutare al meglio la cosa in modo globale.

Se sei interessata ad uno dei miei servizi puoi richiedere informazioni da QUI (bambini) oppure da QUI (per neonati e gravidanze), compilando il form a fondo pagina riceverai istruzioni dettagliate e (spero) esaurienti.

Se qualcosa rimane poco chiaro scrivimi oppure telefonami al 340 364 88 61.

 

 

– Model Call –

Ciao!

Sono alla ricerca di una mamma in dolce attesa con la scadenza prevista intorno a FINE GIUGNO 2017.

Lo scopo è un progetto personale, di cui dirò di più in privato ma che vi anticipo farà sentire WoW, come mamme e come donne.

Potete candidarvi e ricevere ulteriori info compilando per intero il form qui sotto e se sarete fortunate potrete prendere parte in modo completamente gratuito a questa iniziativa.

Che aspetti? Se pensi di avere i requisiti giusti oppure se conosci qualcuno che fa al mio caso contattami tramite il form qui sotto.

 

 

Ritorno al futuro – Prima Edizione

Ritorno al futuro - L'evento gratuito per voi mamme

 

 

Immagina un gruppo di mamme con il pancione in attesa del loro bimbo, chi alla prima gravidanza chi alla seconda. Immagina mamme la cui gravidanza è un ricordo avendo già partorito ma alla ricerca di alcuni perché che non hanno trovato spazio nel marasma e nei convulsi giorni di stravolgimento ormonale post parto. Immagina papà, inizialmente “trascinati” (c’era la Champions..) e infine coinvolti attivamente nella discussione, partecipare e fare domande su quello che aspetta loro e la loro futura famiglia.

Tutto questo è stato Ritorno al Futuro e ho la presunzione di dire che sia stato anche molto molto di più.

 

Ti racconto com’è andata.

Quando ho iniziato a progettare “Ritorno al Futuro” devo dire che da “progettare” realmente era rimasto poco. Avevo le idee molto chiare essendo un evento presente nella mia testa da tanto tempo e che mi sono sempre ripromesso di organizzare non appena ne avrei avuto la possibilità e in definitiva non era nulla di così complicato, semplicemente un “brain storming” con una professionista del settore, una ostetrica professionista con anni di esperienza chiamata per essere di aiuto alle future mamme.

Interessante, utile e gratuito, ingredienti semplici e potenti.

Perché Ritorno al Futuro?

Lo scopo di questa iniziativa era quello di fornire alle mamme in gravidanza e ai loro compagni valide e attendibili informazioni sul percorso di avvicinamento al parto e soprattutto sul ritorno a casa una volta che il pupetto sarà al sicuro tra le braccia dei suoi genitori.

Ho da subito pensato che sarebbe dovuto essere profondamente diverso da un corso pre parto perché eventi di questo tipo sono all’ordine del giorno e non mi interessava creare un clone, volevo invece focalizzare l’attenzione e la curiosità delle mamme su un aspetto che viene spesso trascurato o addirittura ignorato, il ritorno a casa di tutta la famiglia con tutte le ansie e paure che il tuo “essere mamma” comporta dal momento in cui lo hai scoperto di aspettare il tuo bambino.

Devo dire, ho imparato molto da questa esperienza già in fase di preparazione, ad esempio che Oh è incredibile! ma fare alzare le chiappe delle persone è un’impresa davvero per pochi coraggiosi. Ho faticato inizialmente a trovare adesioni, la naturale ed umana ritrosia ad impegnarsi era un ostacolo che ho dovuto superare prendendo in mano il telefono e chiamando una ad una le persone interessate spiegando quanto fosse promettente e valido il programma che avevamo steso. Che non c’era in realtà, essendo appunto un Brain Storming ma hai capito il senso no? 😉

Con qualcuna sono stato più bravo, con altre meno e non sono riuscito a convincerle, altre purtroppo non sono riuscite a presenziare per cause di forza maggiore ma devo dire che da feedback ricevuti, se trascinarle alla prima serata non è stato semplice, impedirgli di partecipare alla seconda sarebbe stato impossibile.

Ma io non sono proprio di primo pelo, un po’ di esperienza relazionale me la sono fatta in questi anni, sapevo che sarebbe finita alla grande.

E così è stato.

Ho scoperto, senza stupirmene in effetti, la mole di domande che ogni mamma aveva pronte per Marcella, quante cose fossero sconosciute, quanti miti venivano sfatati e quante false credenze venivano ridimensionate andando avanti con la conversazione e avventurandosi in domande alcune volte anche simpatiche.

Confesso che la mia intenzione era quella di presenziare poco e lasciare spazio alle partecipanti per non essere di ingombro e dare libero spazio ad ogni domanda, ma dopo pochi minuti ho deciso di fermarmi ad ascoltare sebbene non abbia una compagna incinta o una gravidanza in arrivo, un po’ per motivi professionali e un po’ personali mi sono interessato all’argomento e non mi sono più alzato dalla sedia.

Durante le due serate sono stati trattati i temi più disparati, ne menziono alcuni al volo:

 

  • il dolore nel parto – quale funzione ha?
  • il ruolo degli ormoni
  • la depressione post parto
  • il ruolo del papà in tutto questo
  • la connessione mamma-papà-bambino una volta tornati a casa
  • le specifiche esigenze del neonato, quelli che chiamiamo “vizi”
  • medicazione del cordone
  • allattamento sereno
  • baby blues (se vuoi sapere così leggi l’articolo)
  • rigurgiti e morte in culla, non confondiamoli
  • come costruire un bambino “sicuro”
  • epidurale, cos’è e come funziona

 

e molti altri che al momento in cui scrivo non mi vengono in mente ma che vi assicuro hanno riempito le due serate.

Questa prima edizione è stata un grande successo e ti anticipo fin d’ora ne seguiranno molte altre, stiamo lavorando ad una versione ampliata del progetto per offrire contenuti ancora più interessanti e formativi oltre a prevedere, come già questa volta, una speciale promozione per tutte le mamme che vi parteciperanno.

Che dire, se ancora non hai partorito, oppure se lo hai già fatto ma hai ancora un sacco di cose da chiedere, la prossima edizione potrebbe essere la tua occasione.

Ovviamente non potevo limitarmi a documentare tutto questo solamente con le parole, non sarei riuscito forse a trasmettere l’atmosfera corretta della serata e così grazie all’aiuto di Paolo Cilli, video operatore professionista, ho voluto girare un piccolo video per aiutarti a comprendere meglio cosa Ritorno al Futuro è stato, ma soprattutto per aiutarti ad intuire cosa sarà.

Dagli uno sguardo e dimmi cosa ne pensi nei commenti qui sotto.

 

Perché così presto

Una delle cose che più ho faticato a comunicare ai miei clienti quando ho iniziato, è stata la necessità di fotografare i loro piccoli nei primi giorni della loro vita, mediamente tra gli 8 e i 12 giorni.

Ho scritto “necessità” perché in effetti di questo si tratta, non di un capriccio personale ma di una specifica esigenza senza la quale il nostro lavoro diventa enormemente più difficile, e già che si parte da una base non proprio semplice, se ci aggiungiamo altre difficoltà siamo fritti.

 

Il servizio fotografico neonato ha come specifica prerogativa e particolarità, quella di essere svolto quasi interamente con il bambino addormentato, “piccolo particolare” che rende il tutto molto ma molto più difficile da gestire perché prevede una approccio completamente differente, ma è lo stesso fattore che rende tutto molto ma molto più bello.

 

Ma perché si cercano le immagini con il bambino che dorme?

 

Beh, la risposta sta nella fotografia stessa, l’immagine di un bimbo che dorme pacifico è molto più tenera e dolce della sua equivalente con gli occhi aperti, che francamente, sono capaci tutti di ottenere con un po’ di pazienza e perseveranza. Ho delle fotografie nel mio hard disk assolutamente identiche, scattate una a pochi secondi l’una dall’altra in cui in una delle due il bimbo ha gli occhi aperti e ti posso assicurare che il risultato è completamente diverso.

Ma riuscire a fotografare un bimbo che dorme presuppone tutta una serie di accortezze che si adottano PRIMA dello scatto vero e proprio e dell’arrivo dei genitori in studio. Ad esempio locale decisamente riscaldato, ambiente sereno e tranquillo ma non completamente silenzioso, bisogna infatti sfatare il mito del silenzio assoluto che deve circondare il neonato per permettergli di dormire sereno.

E’ una credenza che va contro la logica, se pensiamo che il bimbo non è MAI stato nel silenzio, soprattutto nel grembo materno tra liquidi, fluidi e rumori di ogni genere. Non stupitevi quindi se il vostro bambino si permette di fare 3 ore di sonno mentre qualcuno passa l’aspirapolvere, un altro guarda la TV e il fratellino gioca con la batteria nuova che gli hanno regalato a Natale. Tutto nella norma.

 

Ottenere quindi il sonno del bambino è un premio che ci si suda parecchio, in termini fisici certo (fa caldissimo in studio) ma anche in termini di preparazione, per questo e altri motivi io consiglio sempre di rivolgersi ad uno studio attrezzato e specializzato per questo genere fotografico (leggi il mio articolo sulla specializzazione qui).

 

 

foto neonato

 

Ma veniamo ai motivi veri e propri per i quali occorre fotografare un neonato nei suoi primi giorni di vita.

 

IL SONNO

Un bambino nei suoi primi giorni di vita dorme in media 20 ore al giorno (non me ne vogliano le mamme che hanno figli che non vogliono dormire, ma è così). E’ intuitivo capire quanto siano preziosi quindi questi primi istanti per quello che dobbiamo fare qui, cioè realizzare belle fotografie di neonati.

LA MUSCOLATURA

Le pose in cui posizioniamo i nostri piccoli modelli durante un servizio fotografico, che sottolineo sono assolutamente naturali e non forzate se togliamo alcune più elaborate e scenografiche che vengono eseguite a richiesta, non sono altro che la replica delle posizioni in cui spesso il neonato si trova all’interno dell’utero materno e che assumono, ovviamente senza sforzo.

Una volta venuto alla luce, sebbene il bimbo sia assolutamente “snodato” la sua muscolatura inizia gradualmente ad irrigidirsi, come è normale che sia crescendo di peso, e alcune posizioni possono cominciare a risultare scomode per lui, rendendole sconsigliabili dopo alcune settimane. Nei primi giorni invece queste sono per lui più famigliari rendendo il servizio un processo decisamente non invasivo per lui.

ACNE

Qui si scende nel tecnico 🙂 L’acne nel neonato è la conseguenza di una limitata metabolizzazione degli ormoni androgeni che ha ricevuto dalla mamma (all’interno del feto materno, a questa funzione provvedeva il fegato della mamma) che stimolando le ghiandole sebacee creano questi antiestetici foruncoli. La spiegazione è un po’ più più complessa ma a noi interessa sapere che questo processo di solito si incammina dopo alcuni giorni, noi ovviamente cerchiamo di non incontrarlo sulla strada del nostro servizio fotografico.

CROSTA LATTEA

Anche la crosta lattea ha il dispettoso vizio di manifestarsi nelle prime settimane di vita e rappresenta un ulteriore motivo per eseguire il nostro servizio prima del suo comparire.

COLICHE

Spauracchio di tutti i neo genitori, o almeno di quelli che sanno di cosa si tratta, le coliche SE si manifestano lo fanno intorno alla seconda settimana di vita del bambino e rappresentano una dura prova da superare per i genitori. Va da sé che un bimbo con le coliche ha altro a cui pensare ed è bene fare in modo che non presenti questo disturbo durante il suo servizio fotografico che deve svolgersi in totale relax e serenità.

Insomma, come forse avrai compreso leggendo il valore aggiunto degli occhi chiusi ci rende il tutto un pochino più complicato ma molto più “magico”- D’altronde nessuno ha mai detto che la fotografia newborn sia un genere semplice ed immediato, le cose belle si ottengono con sacrificio e dedizione, due cose che ho imparato a mettere sul piatto della bilancia fin da subito quando ho deciso di intraprendere questo mestiere.

Se sei incuriosita dal mio lavoro e vorresti saperne di più fai un salto QUI (bambini) oppure QUI (neonati) e iniziamo a conoscerci, sono certo di poter fare qualcosa di bello per te e la tua famiglia.